Mappa
Resoconto del giro
3 giorni, 2 nazioni, 5 regioni e più di 1300Km sotto le ruote: la meta era una ma il percorso è stato indimenticabile.
Venerdì 22 Luglio trovandoci di buon mattino partiamo dal casello di Reggio. Come detto da Biagio il gruppo era “il gruppo motociclistico più scrauso: un Tmax, una naked, una sportiva, una touring e un 125!”,
ma lo spirito alpino avventuriero accomunava tutti. Ah giusto, prima di partire diamo il benvenuto ad Antò, il mezzo a noleggio di Spalla, una Kawa Z1000SX che probabilmente non sa quello che le aspetta.
Autostrada per mantenere la sonnolenza della notte precedente e arriviamo alla prima tappa, Superga, dove ammiriamo Torino e le prime alpi. La giornata limpida ci aiuta e il panorama è proprio bello,
con la Mole, il Po, la città immensa e le Alpi come sfondo.
Una pizza in compagnia, una pizza da solo, un totale di 5 pizze e il pranzo eccolo qua: si riparte verso la Val d’Aosta e l’albergo Firenze di la Thuile dove passeremo la notte. Basta autostrada, l’RS di
Biagio ringrazia (e anche le nostre orecchie dopo i suoi passaggi in galleria), il tempo l'abbiamo e preferiamo la statale che attraversa tutta la Val d’Aosta gironzolando attorno all’autostrada. Non è il
massimo della bellezza ma i paesaggi iniziano a essere quelli che volevamo! L’ultimo tratto di strada che sale verso La Thuile però riaccende un po’ di pieghe e sparate, riscattando l’intero percorso.
All’albergo Firenze ci attende il proprietario, un fiorentino motociclista, che ci tratta talmente bene da lasciarci in affido l’intero albergo per la sera! Una miscela veloce per decidere le camere e la
prima giornata è conclusa, tra un brodino e un Monopoli senza vincitori (ma con un perdente =D ).
Sveglia del secondo giorno alle 7.30 per partire alle 8.30, anche se finiamo inevitabilmente lunghi e partiamo quasi un’ora dopo! Il meteo non è molto promettente… nella notte scende qualche goccia e il
cielo è abbastanza coperto, anche se il sole che filtra ci fa ben sperare. Sbagliato.
Neanche il tempo di metterci in cammino verso il Passo del Piccolo San Bernardo che divide Italia e Francia che inizia a piovere e le nuvole ci avvolgono… sosta di rito per mettere tutti un antipioggia
(nel frattempo passa addirittura un 916 targato Belgio… temerario!) e via, in Francia! Il meteo proprio non ci aiuta, le svolte che ci portano verso l’Iseran sono ben nascoste e se non fosse per il navigatore
ce le perderemmo tutte! Comunque in un modo o nell’altro riusciamo ad arrivare sulla D902 che punta dritta dritta al passo. Lungo la strada finalmente smette di piovere e ci fermiamo ad ammirare il lago
di Chevril e la sua diga, dove scatta la gara di “raggiungi il lago con il sasso”, vinta prontamente da Biagio.
Finita la garetta continuiamo sulla D902 e finalmente arriviamo al Col de l’Iseran, che con i suoi 2770 metri di altezza è il passo più alto d’Europa. L’emozione è tanta, quasi inversamente proporzionale
alla temperatura, che sul passo fa registrare 4°C, tanto che sul cruscotto del Corsaro si accende la spia a forma di stella di neve che mette in guardia dal ghiaccio! Diversamente dallo Stelvio però,
pur essendo un luogo pieno di fascino, il Col de l’Iseran è un po’ isolato e sconosciuto… in vetta ci sono soltanto una chiesetta e il bar, dove sono parcheggiate nemmeno una ventina di moto, la maggior
parte italiane. Sullo Stelvio invece l’atmosfera era nettamente diversa, faceva respirare ogni secondo la sua importanza, con le innumerevoli moto di innumerevoli nazionalità, i negozietti di souvenir,
gli alberghi, i bar, lo sportello del bancomat, ecc... insomma, il passo più alto l’abbiamo raggiunto e ci lascerà un segno, ma mai quanto il “nostro” Stelvio.
Foto di rito davanti al cartello che orgogliosamente indica 2770m e via, di nuovo verso il confine italiano! Nessuno sa il francese quindi è meglio mangiare in zona amica eheh. La strada che porta verso il
confine è forse la più bella che abbiamo trovato! Il tratto che dopo Lanslevillard sale ci ha lasciati di stucco per le curve, i tornanti, l’asfalto e il panorama… infatti alla fine di questa strada si
arriva al lago di Mont Cenis dove il panorama è unico: il lago è di un azzurro bellissimo che va a confondersi con il cielo, che addirittura nelle giornate limpide è più scuro del lago. Ci imbattiamo
anche in alcune marmotte, anche se forse loro sulle prime non l’hanno presa proprio bene dato che erano pacifiche in mezzo alla strada.
Per pranzo raggiungiamo Susa, non ne vogliamo sapere di Francia e francesi, almeno per il pranzo! La solita pizza in compagnia e si riparte, non è tardissimo e decidiamo di ritornare in Francia
per scendere quindi puntiamo verso Briançon, che si rivela un po’ il Castelnuovo Monti della situazione, con un po’ troppo traffico dovuto ai camper e alle auto in cerca di un po’ di fresco tra le montagne.
Nota negativa della Francia sono i distributori... spesso assenti o solo con carte di credito (a codice!) e con la verde costantemente oltre 1,6€ al litro, a dispetto del gasolio che invece costa grosso
modo come in Italia.
Dopo Briançon saliamo verso Vars e purtroppo il GPS “francese” decide di mollarci, ma siamo ormai vicini al confine con l’Italia, quindi con due o tre soste e un’occhiata alla cartina (anche seguendo dove
vanno le moto con targa italiana eheh) riusciamo a ritrovare il confine con l’Italia nei pressi di Argentera, dove troviamo un posto fantastico con un laghetto, altre marmotte e un panorama mozzafiato.
Le foto qui si sprecano e le moto in fila indiana parcheggiate sulla strada con le Alpi come sfondo sembrano in posa per un dipinto d’autore.
Essendo in Italia riattivo il GPS per guardare quanto manca a Limone Piemonte dove abbiamo prenotato l’albergo, sono le 6 di sera e ormai siamo stanchi, speriamo in un numero basso e invece arriva un
inesorabile... 80Km!! Va beh, accettata la cruda verità (meno male che non dobbiamo arrivare fino a Sanremo come nei progetti iniziali! O a Nizza, per Kikko, ihih) ripartiamo con Biagio che lamenta una
riserva che dura da un po’ di chilometri.
Stranamente passiamo paesini su paesini senza nessun distributore, niente di niente!! Quando Biagio ormai ricorre a tutto per risparmiare, comprese scie e settima marcia che non ha, ecco
il distributore a Vinadio: con 14 litri di capacità dell’RS, il benzinaio segna ben 14,1 litri riforniti!! Meno male che esiste la vaschetta dai... Dal punto di vista dei rifornimenti il più sobrio sembra Antò,
seguito a ruota dalla GSX di Thomas. Il Corsaro rientra nella media ma ultimo si classifica il Tmax, che sembra un vero e proprio sommelier della verde!
Comunque, dopo statali dritte, dr5 nei fossi e 90 minuti, arriviamo finalmente all’albergo Edelweiss di Limone Piemonte, dove ci attende una bella stanzona per tutti e 5. La stanchezza dopo il giro è davvero
tanta, infatti cena, doccia e aspettiamo soltanto di guardare le qualifiche della MotoGP a Laguna Seca: la tv però è satellitare, quindi Italia1 criptato e via, tutti a letto. Prrr! Chi è stato?
L’ultimo giorno è dedicato interamente al ritorno a casa, quindi ce la possiamo prendere più con calma alzandoci ad un orario normale. Ripartiamo e troviamo il Colle di Tenda con il suo curioso traforo ad
una corsia alternata, suggestivo.
Purtroppo ormai i paesaggi alpini ci hanno lasciato, ma l’ultima capatina in Francia ci fa ammirare un’ottima strada tutta curve sul fondo di una gola scavata nella pietra alla quale si accede con una
strada in discesa tutta tornanti: è un piacere salutare in questo modo la Francia che ci ha accompagnato per tutto il giro.
Arrivati a Ventimiglia riprendiamo l’autostrada con dei nuvoloni minacciosi che ci fanno temere la pioggia che fortunatamente non arriva. L’autostrada Ligure ci rimarrà impressa per la bellezza del paesaggio,
continuamente diviso tra mare e paesini incastrati tra le colline, ma anche per la sua monotonia. Ponti, gallerie, ponti, gallerie. A pranzo ci fermiamo in autogrill dopo Genova ed è quasi un sollievo,
finalmente si inizia a intravedere la fine!
La nostra uscita è sulla Cisa, all’altezza di Aulla: l’autostrada ci annoia troppo e preferiamo trovare la nostra cara e vecchia SS63 del Cerreto per tornare a casa, compreso il fondovalle di Viano che,
pur dopo 1300Km e gli zaini sulle spalle, ci fa lo stesso aprire il gas come sempre!
Dopo 1300Km e 3 giorni le emozioni si sprecano, i paesaggi sono ancora tutti nei nostri occhi e lì rimarranno, ma ci dobbiamo salutare!
Un grazie quindi a Biagio, che ancora una volta si fa tutto il viaggio con il 125, davvero stoico! Merita una medaglia al valore dei 2 tempi! Lui e Thomas in galleria si facevano sempre distinguere!
Braaaa, gnaaaawn!
Grande quindi anche il Tom, che tolte le stampelle salta in sella con noi e si fa tutta quella strada!
Grande Spalla che pur senza F4 monta in sella ad Antò e tra impennate e salite in sesta ci fa compagnia per tutto il viaggio e non solo! Memorabili le pettinature del mattino!
Ultimo ma non per ultimo, grande Kikko che con il Tmax ci ha seguito per tutto il viaggio tenendo il nostro passo! Lo spirito olimpico a lui fa un baffo, così si fa.
Ultimissimo... grazie al Corsaro che mi ha accompagnato per tutta la strada senza mai perdere un colpo e portando fino a 2770m di altezza l’orgoglio Morini!
Un saluto e un grazie di cuore a tutti e 5 ragazzi, alla prossima!
Grazie a Biagio per le foto!